Tribunale di Lecce

R.G.E. 238/18 - Vendita Telematica Sincrona Mista

Dati annuncio

Tipologia di vendita: S.I.
Data vendita S.I.: 30/03/2020
Orario vendita S.I.: 14.00


Giudice:
-- --

Ausiliario:
Roberta Micello
Tel. 0836/904708
Cell. 340/0726008

Email: roberta.mic@libero.it


Allegati:


Lotti

Lotto Unico - Abitazione

A) Piena proprietà quota 1000/1000 di appartamento in Via Bellisario Tanza n. 37, sup. commerciale 113,07 mq. L’appartamento è un edificio di tipo unifamiliare, disposto su 3 livelli, con p.t. destinato a zona giorno, p.1° con balcone, destinato a zona notte e p.2° occupato da vano non abitabile e terrazzo. I 3 livelli sono collegati da una scala interna. A.1) Civile abitazione, così composta: a p.t. avente altezza utile pari interna a m. 3,03 ca, presenta un soggiorno-cucina, con annesso servizio igienico allocato nel sottoscala; a p.1°, avente altezza utile di m. 2,88 ca, presenta un disimpegno, un bagno, una camera da letto matrimoniale e una cameretta; a p.2°, presenta un unico vano di altezza interna pari a m. 2,47 ca. È dotata delle seguenti pertinenze di ornamento: A.2) Balcone a p.1° ubicato sul prospetto principale, fruibile da porta balcone camera matrimoniale, per una sup. lorda compl. di 5,60 mq. ca; A.3) Terrazzo a p.2° ubicato sul prospetto principale, per una sup. lorda compl. di 28 mq. ca. Il predetto vano a p.2°, attualmente utilizzato come cucina, non è evidentemente abitabile, a causa dell’altezza interna. Esso presenta una rientranza sul lato est, cui corrisponde all’esterno uno spazio scoperto. Tale spazio, non coperto e confinato in altezza da una serie spaziata di travetti in c.a. precompresso, è impiegato come deposito e in esso è collocata la caldaia a gas. La sup. di tale spazio è stata inclusa in quella del terrazzo. L’immobile sviluppa, nello stato di fatto, una sup. lorda compl. di ca. 174 mq., comprensiva del balcone e del terrazzo. L’appartamento presenta finiture incomplete. Le scale interne non sono pavimentate (stato di rustico) e la relativa ringhiera è da pitturare. Il wc a p.t., cieco, presenta un annesso spazio sottoscala non intonacato, né pavimentato, ed è privo dell’impianto di areazione forzata. Non essendovi uno spazio esterno in prossimità, la relativa canalizzazione è di difficile e onerosa realizzazione. Il wc a p.1° è privo del bidet (l’allaccio è predisposto), del previsto specchio da incassare a parete e le pareti piastrellate solo fino a m. 1,50 ca, invece che fino 2 m. La bussola interna di separazione disimpegno a p.1° e pianerottolo è mancante. Entrambi i bagni sono sprovvisti dei corpi scaldanti, seppur siano presenti i relativi attacchi. Entrambi i bagni sono, inoltre, sprovvisti di bidet; sebbene il wc a p.1° sia dotato dei relativi attacchi, questi risultano collegati ad uno scaldino elettrico in modo da fornire acqua calda sanitaria. I battiscopa sono incompleti. Gli imbotti delle aperture esterne non sono intonacati e le porte e le finestre sono prive di persiane. Il balcone a p.1° non è pavimentato ed è nello stato di rustico. Le sup. sotto balcone di p.1° e p.2° e il sotto pensilina al p.2° necessitano di mano di intonaco di finitura e pitturazione. Gli infissi sono stati montati senza opere morte e con scarsa cura. Per lo scorrevole a p.2°, si evidenzia un’eccessiva aria tra telaio e imbotto, colmata con schiuma espansa. Lo stato di manutenzione generale dell’edificio è di livello scarso. L’appartamento appare, nel complesso, poco luminoso. Si segnalano, in ordine alle murature, apprezzabili fuori squadro, fuori piombo e disallineamenti, anche nella prosecuzione delle murature portanti (specie tra p.1° e 2°), indice di una scarsa cura nell’esecuzione dell’opera. Per gli impianti non è verificabile la perfetta realizzazione a regola d’arte, anzi, gli stessi non sono dotati di regolare dichiarazione di conformità. L’impianto elettrico è incompleto e mancano la gran parte dei corpi illuminanti. L’appartamento non è dotato dell’impianto di distribuzione interna del gas metano, per cui attualmente le cucine e la caldaia sono alimentate con bombole a gpl, ma non sono state predisposte le necessarie prese di ventilazione. Le cappe delle cucine sono prive di scarico all’esterno. Lo stato dei luoghi evidenzia difformità urbanistico-edilizie non sanabili rispetto al progetto autorizzato. L’acquirente dovrà presentare un progetto di rimessa in pristino, completamento delle finiture, modifica e messa a norma degli impianti, onde portare fedelmente l’edificio allo stato autorizzato con P.d.C. n. 417/2007 del Comune di Nardò ed ultimare le finiture incomplete, modificare, completare e mettere a norma gli impianti. L’immobile non è dotato di agibilità e di attestato di prestazione energetica (A.P.E.). Si è riscontrata, anche, la presenza di 2 cavi Enel e di un cavo Telecom, con relativa fune di sostegno in acciaio, appoggiati sul piano di calpestio del balcone (privo di massetto e di pavimento) del p.1°. I cavi attraversano il balcone in tutta la sua lunghezza, da parte a parte, e risultano, di fatto, inglobati nella costruzione, poiché accedono ad esso attraverso un foro nel parapetto laterale e vi escono da un foro nel parapetto opposto. La modalità di posa dei suddetti cavi contravviene alla norma CEI 64-8, poiché essi, invece di essere inaccessibili, sono accessibili e calpestabili e se alimentati, come si presume che siano, rappresentano una fonte di rischio elettrico. Occorre presentare, ai rispettivi soggetti distributori, una richiesta di spostamento impianto, che sarà a titolo oneroso. NCEU fgl. 86, p.lla 400 sub 3, ctg. A/3, cl. 3, consistenza 150 mq., rendita € 488,05 p.t.-1°-2°, derivante da fgl. 86, p.lla 400 sub 1 (p.t.) e fgl. 86, p.lla 400 sub 2 (p.1°) Coerenze: a nord con via Bellisario Tanza, a est con p.lla 396, a sud con p.lla 537 e a ovest con p.lla 612. P.E: DIA n. 227/2005 del 16.09.05 per lavori di manutenzione straordinaria (demolizione e ricostruzione copertura), presentata il 16.09.05. Permesso di costruire n. 417/2007 del 27.07.07, per lavori di variante alla DIA n. 227/2005 del 16.09.05, rilasciato il 27.07.07, agibilità non ancora rilasciata. In una dichiarazione allegata alla DIA n. 227/2005, come nella relazione tecnica relativa al progetto approvato con PdC n. 417/2007, si asserisce che l’edificio originario, da cui deriva l’immobile odierno, è anteriore all’anno 1942. Presso l’Ufficio Tecnico del Comune di Nardò, è stata ritrovata la comunicazione di fine lavori (prot. n. 40691 del 27.10.10); viceversa, la ricerca condotta anche presso l’Ufficio Prot. per reperire la comunicazione di inizio lavori, ha dato esito negativo. Allo stato attuale l’immobile presenta difformità urbanistico-edilizie, carenze igienico-sanitarie, oltre che finiture interne e impianti incompleti. Conformità urbanistico-edilizia: sono state rilevate le seguenti difformità: lo stato dei luoghi evidenzia difformità urbanistico-edilizie non sanabili rispetto al progetto autorizzato. L’intervento in oggetto è stato autorizzato con PdC n. 417/2007, con una volumetria di progetto pari a 411,668 mc. Il p.1° è difforme dal progetto, in quanto il wc è stato ampliato, a completo discapito del ripostiglio e della prevista canna di areazione (pozzo luce), che quindi non sono stati realizzati. Al p.2° si rileva la presenza di un unico vano, con sup. netta interna pari a ca. 17,80 mq. e altezza netta interna pari a ca 2,47 m. Tale vano risulta completo di finiture, riscaldato, arredato a cucina-pranzo e si affaccia sul contiguo terrazzo; il vano è direttamente collegato all’unità abitativa attraverso la scala interna. Secondo il progetto autorizzato, il volume edificato in sopraelevazione si doveva, invece, ripartire in 2 vani, distinti e separati, tra loro non direttamente comunicanti e con diversa destinazione (lavanderia e vano tecnico). Il previsto vano tecnico aveva accesso solo dal terrazzo e non direttamente dalla lavanderia, la quale era collegata all’appartamento mediante la scala interna. Poiché il vano tecnico non è stato realizzato, l’intero volume edificato a 2°p. deve essere computato ai fini della volumetria. Tali difformità non sono sanabili. Si segnala anche una quota di interpiano, a 1°p. (misurabile tra l’estradosso del balcone, non pavimentato, e l’intradosso del terrazzo), pari a m. 3 ca., invece dei previsti m. 2,85. L’immobile risulta non conforme e non regolarizzabile. L’acquirente dovrà presentare un progetto di rimessa in pristino, completamento delle finiture, modifica e messa a norma degli impianti, onde ripristinare l’edificio allo stato autorizzato con P.d.C. n. 417/2007 del Comune di Nardò e completare le finiture, modificare, completare e mettere a norma gli impianti. È necessario, inoltre, redigere il progetto dell’impianto termico ed il calcolo di previsione del consumo energetico, come da prescrizione del P.d.C. n. 417/2007, condizioni generali, punto 5. Conformità catastale: sono state rilevate le seguenti difformità: l’attuale NCEU fgl. 86 p.lla 400 sub 3. Tale unità deriva, storicamente, da 2 sub, oggi cessati e identificati come sub 1 a p.t., e sub 2 p.1° e relativi all’edificio preesistente. Si segnala che il sub 3, nella planimetria catastale, è individuato erroneamente come sub 4. Il sub 4 risulta, tra l’altro, inesistente. In ordine al solo fabbricato, la planimetria catastale e l’elaborato planimetrico sono allineati allo stato dei luoghi, che presenta difformità rispetto al progetto regolarmente autorizzato. Vi è, però, una incongruenza tra la mappa catastale, la planimetria catastale e l’elaborato planimetrico da un lato, e lo stato dei luoghi dall’altro, in relazione al fatto che i documenti catastali riportano, a Sud del fabbricato, un’area scoperta di pertinenza di forma triangolare. Di fatto, a sud, l’edificio risulta confinante con un fabbricato di terzi posto in aderenza, che quindi ha occupato tale porzione di terreno triangolare. Ciò è evidente anche dalla consultazione di Google Maps. La predetta pertinenza non è, peraltro, citata nell’atto di provenienza. Le planimetrie catastali in atti, relative all’edificio preesistente non riportano tale pertinenza. In esse si rileva, inoltre, come è anche oggi, la totale assenza di aperture (porte o finestre) sul corrispondente lato del fabbricato. Le date di presentazione delle planimetrie sono il 06.06.78 per il sub 1 e il 09.02.95 per il sub 2. A ciò si aggiunge che l’attuale stato di fatto è anche riportato, quale situazione reale, nel frazionamento allegato alla nota di voltura n. 679/1959 del 29.04.59, frazionamento da cui è scaturita la p.lla 400 a partire dalla 302. Si puó, pertanto, concludere che lo stato di possesso che oggi si osserva si era giá instaurato in epoca anteriore al 29.04.59. Si rileva, tra l’altro che nel frazionamento la parte mancante non risulta neppure quotata, poiché anche nella rappresentazione dello stato catastale si riportano esclusivamente le coordinate dei punti della situazione reale. Le difformità sono regolarizzabili mediante: trasferimento ai confinanti, previo accordo con costoro e mediante atti pubblici, delle rispettive porzioni del fabbricato confinante e che insistono sulla suddetta porzione triangolare di terreno. Inoltre, conseguentemente al completamento delle opere edili, rese necessarie dalle difformità non sanabili di natura urbanistico-edilizia, occorrerà eseguire un aggiornamento catastale. L’immobile risulta non conforme, ma regolarizzabile. Si precisa che, da rilievo strumentale, la sup. occupata dalla sagoma del fabbricato sul terreno è pari a ca. 54 mq. Tale rilievo si è eseguito rilevando i punti sulle mezzerie dei muri di confine. Sulla base di ciò, si è misurato un lato terminale del fabbricato pari a 3,30 m., contro i 3,20 m. del lato terminale della p.lla riportati nello stato reale del frazionamento; ciò potrebbe essere spiegabile ritenendo la muratura da 20 cm. in comune con il fabbricato confinante sul lato est, cioè quello insistente sulla p.lla 396, interamente ricadente in quest’ultima p.lla. Tale ipotesi sarebbe anche confermata dalla presenza di un contrassegno fisico sul prospetto, consistente in un dente in marmo che percorre tutta l’altezza del muro di confine e che marca quest’ultimo come interamente appartenente al confinante. Inoltre, la p.lla 400 dovrebbe avere, secondo frazionamento e con esclusione della pertinenza, una profondità di 16 m., contro i 10,34 m. misurati sul fabbricato. La relativa porzione mancante sarebbe stata incorporata nella sede stradale di via Tanza, che all’epoca del frazionamento non esisteva.

I beni sono meglio descritti nella relazione di stima a firma dell’esperto Ing. Andrea Presicce depositata in data 06.03.19 che deve essere consultata dall’offerente ed alla quale si fa espresso rinvio anche per tutto ciò che concerne l’esistenza di eventuali oneri e pesi a qualsiasi titolo gravanti sui beni.

• Asta Telematica Sincrona Mista

• Gestore: Aste Giudiziarie Inlinea Spa

• La vendita si terrà in modalità sincrona mista c/o il Tribunale di Lecce in Via Brenta, aula 22, piano seminterrato.

• Modalità di presentazione delle offerte e partecipazione all’asta telematica sul sito:  http://venditepubbliche.giustizia.it

Prezzo base: € 36.200,00
Prezzo base ridotto: € 27.150,00 (offerta minima di partecipazione)
Rilancio minimo: € 1.000,00
Prezzo di stima: € -
Cauzione: € 10% del prezzo offerto
Spese: € -

Immagini allegate

Indirizzo: Via Bellisario Tanza n. 37 - Nardò (Lecce)